Eternity è il primo lungometraggio del regista David Freyne in uscita il 4 dicembre con IWonder. Il film è una commedia romantica con protagonisti Elizabeth Olsen, Callum Turner e Miles Teller. Il film in Italia è stato presentato in anteprima al 43° Torino Film Festival.
Trama
Joan (Olsen) e Larry (Teller) sono sposati da 65 anni. Quando entrambi muoiono si ritrovano nell’Aldilà dove ognuno può scegliere dove e con chi passare l’Eternità. La risposta per Joan e Larry sarebbe scontata, se non fosse per un piccolo dettaglio. Ad attendere nell’Aldilà la donna da quasi 70 anni c’è Luke (Turner), il primo marito di Joan, morto durante la Guerra di Corea. Joan dovrà decidere con chi passare l’eternità: il marito con cui ha condiviso una vita e una famiglia, o il primo amore, che non ha fatto abbastanza in tempo a conoscere.

Eternity – Il triangolo… sì!
Eternity è un film riuscito sull’amore, la vita e la morte. La pellicola ha al centro un triangolo amoroso riuscito. Joan è sposata con Larry da 65 anni, il loro è un rapporto maturo che ha resistito alla prova del tempo. Chi non è sopravvissuto invece è Luke.
Possiamo provare amore per due persone ed essere certi di sapere con chi voler vivere l’eternità? Eternity ci mette davanti a due strade: continuare la vita dopo la morte con la persona con cui si è vissuta la vita terrena e che ci conosce meglio di noi stessi o riassaporare quel primo amore che non ha avuto il tempo di maturare. Luke è come il principe delle favole, bello e impossibile, e che ha aspettato Joan per 67 anni. Larry è un uomo semplice, autoironico e affettuoso. Nel corso della pellicola ognuno di loro farà emergere qualità e difetti: lo spettatore, come Joan, non sa chi scegliere.
L’ottimo lavoro di scrittura dei personaggi forma un triangolo amoroso credibile e solido. Una bella boccata d’aria per il genere rom-com odierno.

Cast e personaggi
Elizabeth Olsen interpreta Joan, una donna di più di ottant’anni e riesce ad essere credibile nei manierismi da anziana signora con la gestualità e l’intonazione vocale, leggermente acuta. E’ una bella sfida interpretare una donna più matura quando si è nella trentina ma Olsen si difende bene. Un’altra ottima interpretazione è quella di Callum Turner come Luke. Turner ha un arduo compito: essere un uomo degli Anni Cinquanta che fisicamente non è maturato ma emotivamente, in un certo senso, sì. Luke è una fotografia in movimento, un uomo d’altri tempi che prende vita agli occhi dello spettatore (e di Joan).
Miles Teller ha il ruolo “più facile” ma per questo non meno impegnativo. Il suo Larry è un uomo modesto che ama immensamente Joan. La sua ironia lo rende un personaggio gradevole e simpatico per il pubblico. In Eternity ogni personaggio è ricco, ha una storia e la narrazione è oggettiva e non vuole fare pendere la decisione da una parte o dall’altra.
A coronare il cast c’è Da’Vine Joy Randolph che ha dei tempi comici incredibili.

Eternity – L’Aldilà
L’Aldilà di Eternity è un luogo affascinante. Come prima cosa: quando si muore, nell’altro mondo si arriva avendo l’età in cui si è stati più felici. Il mondo dopo la morte è un posto asettico e ben collaudato in cui bisogna in una settimana scegliere l’eternità che si preferisce. Per sempre.
Anche la vita dopo la morte è fatta di inutili burocrazia, pubblicità e frenesia. Non c’è Paradiso o Inferno, ma si può scegliere l’uno o l’altro, tra le varie opzioni. L’Aldilà è come una grande fiera espositiva, in cui ogni rappresentante sponsorizza un Mondo che può andare incontro ai gusti del cliente deceduto. E’ interessante come in questo micro universo, colore che non sanno scegliere un’eternità sono costretti a lavorare per guadagnarsi il diritto di esistere in questa specie di anticamera per la vita eterna.
Un altro lato oscuro dell’Aldilà è che una volta scelto il Mondo in cui passare la vita, non si può cambiare idea. Il concetto idilliaco di eternità perfetta è un’arma a doppio taglio. Il libero arbitrio c’è anche dopo la vita e, come tale, si è padroni delle proprie scelte, nel bene e nel male.
Ogni scelta dev’essere ponderata, non si ammettono ripensamenti e questo mette i brividi. Eternity ha un cuore leggero e divertente, ma ci vuole dire che ogni nostra decisione determina chi siamo e chi vogliamo essere per sempre. La vita dopo la morte porta a un’autoanalisi il cui esito non potrà essere modificato.

Conclusioni
Eternity è un film a tutto tondo: è molto divertente, commovente e romantico. Il cast funziona bene e ogni dettaglio è ben curato. Non si tratta di una semplice storia d’amore (o, meglio, due) ma anche di un’ode alla vita. Con grande delicatezza la pellicola aiuta lo spettatore ad accettare la morte, in un modo non convenzionale. Guardare Eternity aiuta ad andare avanti, a credere nell’amore e a darci speranza per il futuro, tra tante risate.
