Nel 2025 ho visto tanti film, ma sono anche parecchi i titoli che mi hanno deluso o che non mi sono piaciuti per niente. Spesso guardo un film consapevole che non sarà un capolavoro, altre volte invece rimango profondamente delusa anche se ci ho creduto fino in fondo. Di seguito una selezione di film che non mi sono piaciuti quest’anno.

I film più brutti dell’anno
Le premesse non erano le migliori e sono andata al cinema con basse aspettative e Mufasa – Il re leone non ha deluso. Il (finto) live action prequel de Il re leone diretto da Barry Jenkins è un classico esempio di come Disney batta il ferro finché è caldo. Mufasa – Il re leone è prevedibile e fastidioso, soprattutto per quanto riguarda l’arco narrativo di Scar.
Le piattaforme streaming stanno prendendo il sopravvento ma anche per loro non mancano i brutti film. Dal gigante Netflix arriva Brick, un thriller tedesco con protagonista Matthias Schweighöfer (Army of the Dead). La pellicola, diretta da Philip Koch, ha una premessa interessante e fallisce in tutto. Ci sono buchi di trama e situazioni poco realistiche e in un film che si avvicina al genere survival queste cose non possono essere accettate.
A proposito di colossi streaming, firmato Prime Video, il prossimo titolo a entrare in questo articolo è Blackwater Lane diretto da Jeff Celentano. Questo “thriller” è caratterizzato da interpretazioni stanche e una trama che non vuole andare da nessuna parte. La cosa peggiore è guardare un film, che dovrebbe basarsi completamente su un mistero, e capire subito il colpevole e il movente.
Di questi tre film, purtroppo, non è possibile salvare un singolo elemento.

I film più deludenti dell’anno
Ci sono poi quei film per i quali, per motivi diversi, avevo delle buone (o tante) aspettative.
Pupi Avati ritorna nei cinema italiani con L’orto americano (2025). Purtroppo il film non mi è piaciuto del tutto, la mia delusione è dettata dal fatto che mi aspettavo un film “alla Avati”, ossia un thriller come ci siamo abituati ad esempio con La casa dalle finestre che ridono. L’orto americano è un film che funziona molto bene nella prima metà, sia per mistero che per atmosfera, ma che si perde in una seconda parte che vuole rispondere ai quesiti della prima, senza però lasciare il giusto impatto narrativo.
Ci sono altri tre film horror che hanno purtroppo deluso le mie aspettative. Il primo è un horror comedy firmato A24 e s’intitola Death of a Unicorn (Alex Scharfman, 2025). In questo film ad avermi dato più fastidio sono stati i personaggi: così banali da essere (purtroppo) bidimensionali. La tematica principale (lo sfruttamento di risorse rare) è un altro elemento che non è stato approfondito a sufficienza. Il secondo film è datato 2020 e aveva una premessa interessante: un fenomeno paranormale viene registrato da varie bodycam della polizia e non se ne conosce l’origine. Si tratta di Body Cam di Malik Vitthal. Questo film sarebbe stato dieci volte più interessante se fosse stato girato come un mockumentary attraverso le riprese delle bodycam a testimoniare il tutto, invece questo escamotage narrativo viene utilizzato solo a inizio film. Ciò che rimane è una storia già vista molte volte.
Il terzo non è un film horror classico, ma verte sul drammatico: sto parlando di Wolf Man (Leigh Whannell, 2025). Nulla da dire sulle scelte del cast, quella cosa che mi ha delusa è stata l’aspettativa che la pellicola stessa aveva creato a partire dal titolo. Non si tratta di un film sull’Uomo Lupo, ma della storia di un uomo che deve fare i conti con la trasformazione in licantropo e che gli cambierà per sempre la vita. La pellicola di per sé non è male, ma in questo caso si è stravolto quello che il titolo e la sinossi lasciavano immaginare.
L’anno passato ha segnato il ritorno di 4 supereroi Marvel molto amati in I Fantastici Quattro – Gli Inizi (Matt Shakman, 2025). Ci sono tante cose che non mi hanno colpita di questa pellicola e che in generale mi hanno fatto provare una forte delusione. Innanzitutto il cast non mi è sembrato completamente nella parte, ho trovato i ruoli di Pedro Pascal e di Joseph Quinn abbastanza “stonati”. Altri elementi di delusione sono stati la storia, il modo di trattare le origini dei Fantastici Quattro e l’ambientazione. Purtroppo mi ha dato l’impressione di guardare una lunga pubblicità e non sono riuscita a farmi coinvolgere.
Per chiudere l’articolo con un altro film targato Disney, non posso non menzionare una delle delusioni più recenti, ovvero Come per disincanto (Adam Shankman, 2022). Il film ha una premessa molto interessante ma che snatura tutto ciò che invece aveva reso Come d’incanto un film godibile e per certi versi originale. La mia delusione sta proprio nel modo in cui è stato trattato il personaggio di Giselle e in più manca la presenza di un vero e proprio villain. Un grande peccato secondo me.
Vedremo cosa ci porterà questo nuovo anno.

Ricordo che queste sono mie opinioni personali, non voglio in alcun modo offendere o screditare coloro che hanno apprezzato le pellicole sopracitate.

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