“Cime Tempestose”: due virgolette che cambiano il gioco

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Il 12 febbraio è uscito uno dei film più attesi e discussi dell’anno, ovvero “Cime Tempestose” diretto dal premio Oscar Emerald Fennell. Come c’era da immaginarsi, la critica e il pubblico si sono spaccati a metà: c’è chi lo elogia e chi invece non ci trova niente di positivo.

Trama

Catherine Earnshaw (Margot Robbie e Charlotte Mellington da giovane) stringe un legame con l’orfano Heathcliff (Jacob Elordi e Owen Cooper da giovane), “adottato” dal padre di lei (Martin Clunes). I due giovani diventano adulti e prendono strade diverse. Catherine si sposa con il signor Linton (Shazad Latif) e va a vivere in casa sua dove conosce anche la sorella, Isabella Linton (Alison Oliver), mentre Heathcliff va via in cerca di fortuna.Con il ritorno dell’uomo dopo diversi anni lontano da casa, nella vita di Cathy verranno sconvolti parecchi equilibri.

Recensione

“Cime Tempestose” non vuole essere una provocazione vera e propria. Fennell ha specificato più volte durante il press tour che il suo non voleva essere un adattamento fedele del romanzo di Emily Brontë ma più quello che lei si è immaginato leggendolo da giovane. Che sia una scusa o meno, sicuramente di questo film c’è tanto da trattare.

L’incipit di questo film, che a livello narrativo è slegato con il resto della pellicola, vuole rimarcare il fatto che la pellicola ha al centro l’amore e il sesso ma anche la morte. Nei primi secondi, nel buio della sala, sentiamo un uomo ansimare come se fosse in piena estasi erotica, invece sta annaspando in cerca d’aria perché è stato impiccato. L’estasi erotica è quella che travolge la folla che assiste, alla vista del pene in erezione dell’uomo ormai morto. La piccola Cathy viene introdotta in un contesto crudo e selvaggio sulle note di “House”, brano originale di Charli XCX in collaborazione con John Cale. Il gioco di potere tra Cathy e Heathcliff comincia da subito, la ragazzina gli dà un nome, come si fa con un cane randagio perché è questo che il ragazzo è. La prima parte di questo film si concentra sulla vita dei due nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza, costellata di vari momenti di gioco e tenerezza sempre però con un occhio sulle differenze sociali. Cathy è sempre in una posizione dominante su Heathcliff e la cosa è chiara anche in casa: se la ragazza ha una stanza con un bel letto comodo, il suo compagno di giochi dorme in un sottotetto esageratamente mal ridotto.

Amore e repulsione

Quando Cathy scopre il sesso le cose cominciano a complicarsi: inizia a provare un’attrazione fisica per Heathcliff e intanto il padre sprofonda sempre di più nell’alcol e nel gioco. L’amore non è qualcosa di bello, ma di distruttivo per entrambi i protagonisti. È proprio il ritorno di Heathcliff che cambia gli equilibri della “coppia”: questa volta è Cathy a ricercare le attenzioni dell’uomo, a pendere dalle sue labbra, aspettando e allo stesso tempo maledicendosi per un’attrazione che non si è mai sopita, ma è rimasta in letargo. A mio avviso, però, non si spinge mai del tutto l’acceleratore sulla questione attrazione/distruzione, perché non c’è il tempo di approfondire il contesto globale. C’è da precisare che il film, per chi ha letto il romanzo, si ferma solo alla prima parte, tralasciando la vendetta dell’uomo. Forse è anche per questo motivo che lui non appare mai come una vera e propria minaccia e che le azioni dei due protagonisti sembrano dettate dal dispetto più che dall’egoismo e dalla vanità. Quella che definirei un’attrazione repulsiva non ha modo di essere sviscerata come mi aspettavo, il desiderio rimane sul piano fisico, sull’aspetto pruriginoso nel fare qualcosa di proibito (per Cathy) e di dominante (per Heathcliff). Purtroppo il tutto ha un apice che funziona ma che si esaurisce troppo velocemente.

I due personaggi di contorno, il signor Linton e Isabella, più che essere vittime degli eventi, ne sono trasportati loro malgrado, non si riesce a empatizzare con nessuno dei due. Isabella viene manipolata e trascinata in una relazione masochista e diventa succube di Heathcliff, ma non si percepisce la cattiveria intrinseca dell’uomo.

A mio avviso il vero personaggio rivelazione di“Cime Tempestose” è Nelly (Hong Chau e Vy Nguyen da giovane), la dama da compagnia della nostra protagonista. Da figura silenziosa e testimone degli eventi, Nelly diventa una donna fredda e calcolatrice. La gelosia s’insinua in lei in modo lento ma inesorabile: vorrebbe essere Cathy o vivere come lei. Nelly è convinta di poter essere una donna migliore della padrona, e al contrario di lei, non sopporta la presenza di Heathcliff. È incredibile il lavoro fatto su un personaggio del genere, soprattutto in confronto con la costruzione dei due protagonisti.

Conclusioni

“Cime Tempestose” ha degli aspetti positivi, come i costumi e le scenografie, che donano un tocco pop e moderno a una storia gotica e immortale. C’è da dire che Fennell, per quanto riguarda le tematiche attrazione/potere, ha fatto un lavoro migliore con Saltburn. “Cime Tempestose” viene infatti denudato di tutte le tematiche economico-sociali del romanzo per concentrarsi sulla storia d’amore tormentata tra Cathy (madre) e Heathcliff. La sequenza iniziale è perfetta, inquadra il film al meglio ma allo stesso tempo fa crescere delle aspettative che purtroppo non vengono rispettate. Nota d’onore anche al cartello del titolo, fatto completamente con tecnica stop motion e utilizzando i veri capelli di Robbie e di Elordi.


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