Ho visto la TV brillare – recensione dell’horror psicologico

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Nel 2024 è uscito negli Stati Uniti e poco tempo dopo in Italia in homevideo Ho visto la TV brillare (I saw the TV glow) diretto da Jane Schoenbrun. Il film ha ricevuto recensioni generalmente positive tant’è che grandi nomi del cinema, come Scorsese e Schrader lo hanno elogiato.

Trama

Anni Novanta. Il timido Owen (Justice Smith) si sente solo e non riesce a inserirsi tra i suoi coetanei. Un giorno il ragazzo conosce Maddy (Jack Haven) che gli fa conoscere una serie televisiva young adult intitolata The Pink Opaque. I due si trovano di nascosto nel seminterrato di Maddy per seguire ogni notte le avventure di Isabel e Tara, accomunate dal potere della telepatia per sconfiggere il malvagio Mr. Melanconia. Owen comincia a realizzare di poter avere un posto nel mondo, ma a un certo punto Maddy scompare nel nulla. Cos’è successo? La sua amica è ancora al sicuro?

Recensione

Ho visto la TV brillare attinge a piene mani dalla cultura pop anni Novanta. Ci sono riferimenti abbastanza espliciti alla serie televisiva Buffy l’ammazzavampiri (1997-2003) e i suoi temi di accettazione, sorellanza e per la battaglia contro il male. The Pink Opaque è al centro del film, è il perno e la risposta a tutto per i protagonisti. Owen e Maddy sono due ragazzi solitari e che si sentono fuori posto nel mondo reale, per loro The Pink Opaque è un rifugio necessario per non sentirsi sbagliati. Schoenbrun rende omaggio a quei prodotti audiovisivi che rendono la vita più leggera. Lo stile registico è immediatamente riconoscibile grazie all’utilizzo di illuminazione neon e di effetti speciali 2D che danno il tocco di unicità. Il film riesce a essere molto delicato per poi pugnalare con grande ferocia: l’orrore è psicologico perché dalla vita non si può scappare, se non in un solo modo. Smith e Haven sono perfetti per questi due ruoli divergenti ma che sono semplicemente due facce della stessa medaglia.

Il film esplora molto questo aspetto di non adeguatezza in una realtà che va avanti senza aspettare chi non ce la fa a stare al passo. Ho visto la TV brillare è un manifesto trans che ha avuto un’incredibile risonanza nella comunità che si è vista rappresenta in modo non stereotipato e genuino. Essere trans non è un capriccio del corpo, ma un percorso della mente: vivere una realtà che non si sente propria non fa sentire bene, il tempo passa ma ci si sente bloccati nello stesso punto. Le strade di Maddy e Owen si incrociano, poi divergono e s’incrociano nuovamente, ma i due amici scelgono destini diversi, mostrando che non c’è un percorso “giusto” ma che ognuno deve fare ciò che sente. In meno di due ore la metafora della salute mentale è trattata con originalità e rispetto, Schoenbrun non vuole giudicare.

Conclusioni

Gli anni Novanta in un sobborgo possono essere alienanti e grigi, ma Maddy e Owen si trovano e stringono un’amicizia che percorre i decenni, anche grazie alla serie televisiva The Pink Opaque. Il cinema non è ancora saturo di narrazioni queer e questo film è un esempio di rappresentazione trans che trasversalmente parla a tutti.

Trailer


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