Il 14 maggio è uscito nelle nostre sale un nuovo horror sulla bocca di tutti, ovvero Obsession (2025) di Curry Barker. Il film sta avendo un incredibile successo, ha già incassato più di 15 milioni di dollari. Sul sito aggregatore Rotten Tomatoes il film è certificato “fresh” con il 95% di recensioni positive.
Trama
TW: Violenza, violenza sessuale
Baron soprannominato Bear (Michael Johnston) lavora in un negozio di musica con i suoi amici Sarah (Megan Lawless), Ian (Cooper Tomlinson) e Nikki (Inde Navarrette), per la quale ha una cotta da diverso tempo. Una sera, avendo di nuovo fallito nel dichiararsi alla ragazza, Bear esprime un desiderio rompendo un giocattolo esaudisci-desideri comprato in un negozio esoterico. Quello che sembrava un semplice desiderio espresso ad alta voce, si trasforma ben presto in un incubo.

Recensione
Torna con Obsession l’oggetto maledetto, in questo caso un piccolo tronchetto giocattolo che se spezzato a metà esaudisce (probabilmente) i desideri. Il giocattolo non era destinato a Bear ma doveva essere un regalo per Nikki. Già da questo cambio di decisione si inquadra perfettamente il nostro personaggio, un omuncolo che non riesce a esprimere i suoi sentimenti. Il “fai attenzione a ciò che desideri” è elevato all’ennesima potenza. L’amore tossico si trasfigura, non c’è bisogno di mostri o di fantasmi per raccontare un rapporto di co-dipendenza. Già in una miniserie come Adolescence si affrontava il tema del rifiuto e le sue implicazioni. In quel prodotto specifico si parlava degli incel, mentre in Obsession di quelle persone che preferiscono la via più spietata per ottenere ciò che vogliono, ignorando le volontà dell’altro. Bear appare come il classico bravo ragazzo, timido e innamorato di un’amica da tempo immemore. Potrebbe essere un qualsiasi nostro conoscente, eppure la sua immagine si trasforma appena esaudisce il desiderio. Il volere che Nikki lo ami sopra ogni cosa è già inquietante di suo, ma è quando la cosa si avvera che Bear non si vuole fare carico dei propri errori. Anche senza togliere il velo della “maledizione”, Bear è a tutti gli effetti un abuser, che si approfitta di Nikki perché sa che non è in sé. In Obsession perciò a subire non è solo lui, ma soprattutto lei. La “vera Nikki” combatte contro la costrizione imposta dall’amico, ma pian piano diventa sempre più succube di qualcosa che lei non riesce a controllare. Un’altra cosa spaventosa è che al ragazzo questo cambiamento va bene, ha quello che desiderava da sempre, non percepisce l’enorme passo falso che ha compiuto. D’altronde, perché dovrebbe? Il film è un crescendo di azioni morbose compiute da Nikki, che ogni giorno diventa più ossessionata dal suo ragazzo e così facendo piano piano si annulla.
La ragazza a inizio film è una persona normale, insoddisfatta del lavoro ma che sa che cosa vuole: fare la scrittrice e raccontare “storie d’amore”.
Bisogna precisare che il film non è perfetto, anche se c’è da applaudire il risultato ottenuto con un budget di neanche un milione di dollari. Ci sono alcuni punti che non vengono chiariti del tutto e anche la durata è leggermente eccessiva, si fosse diminuito di dieci minuti, sarebbe stato perfetto.

Maledizione o desiderio?
Il problema è l’oggetto maledetto o il desiderio di Bear?
È evidente che la maledizione del desiderio è qualcosa di vivo, come un demone che controlla come un burattino la ragazza e lei non riesce a controllarlo e ne soffre terribilmente. Uno degli aspetti più interessanti, infatti, è il continuo cambio d’umore di Nikki, da accomodante a furiosa, come se in lei ci fosse una lotta continua tra la sua volontà e il controllo della maledizione. È durante la notte che succedono gli episodi più assurdi, perché è durante la fase rem che il cervello è più attivo e la parte inconscia prende il sopravvento. Barker gioca molto con il buio e le ombre, inquadrando le sagome che parlano, ridono, si arrabbiano, come delle ombre cinesi.

Conclusione
Obsession parte da una premessa poco originale per sviluppare una storia ricca e inquietante sui rapporti di coppia. Se in altri prodotti si riesce a fare il tifo per il protagonista, in questo film la vera vittima è Nikki, tant’è che vengono sparsi tanti indizi sulla sua sofferenza che Bear non vuole accogliere. Questo film non è perfetto ma si può considerare un solidissimo film d’esordio da parte di un team di giovanissimi.

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