Pulse (Kairo, 2001) è un film horror e drammatico diretto da Kiyoshi Kurosawa. La pellicola ha avuto un remake americano ed è stato presentato nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes.
Sinossi
Giappone, inizio Anni Duemila. Il film intreccia due storie con protagonisti dei giovani alle prese con strani eventi che ruotano intorno alla tecnologia. La prima storia è corale e segue un gruppo di ragazzi che lavorano in un negozio di piante, la seconda ha un ragazzo solo che inizia a vedere strani video in diretta sul suo PC e chiede l’aiuto ad alcuni studenti del corso d’informatica.

Recensione
Ho dovuto riguardare Pulse perché la prima volta che lo vidi non lo compresi quanto avrei voluto. Il film di Kurosawa è uno di quei prodotti che riescono a essere più attuali del periodo in cui sono usciti. Non ci troviamo davanti a un semplice film di fantasmi, ma come in opere come The tale of two sisters, dietro al soprannaturale c’è di più. Pulse è figlio del nuovo millennio e Kurosawa dipinge molto bene la paura di un futuro ignoto e l’arrivo della tecnologia smart nelle nostre case. S’intrecciano due storie parallele, che si incroceranno solo alla fine, entrambe inquietanti.
Con giochi continui tra luce e ombra e pochissimi effetti speciali, Pulse striscia sotto la pelle dello spettatore, ipnotizzandolo. Il film è una danza malinconica, è una narrazione lenta fatta di inquadrature fisse e da personaggi curiosi ma cauti.

Il mondo dei vivi
Più si entra nella storia, più si esplorano le leggende sui fantasmi, arrivando a parlare della solitudine in modo originale. Gli uomini sono creature sociali, abbiamo bisogno degli altri per vivere come si deve, soprattutto a livello psicologico. In Pulse i protagonisti compiono un processo di involuzione sociale in un Giappone grigio. Appena avviene l’isolamento, la presenza soprannaturale colpisce.
Il mondo dei vivi diventa così un purgatorio di anime sole che non trovano un posto dove stare. Con una premessa e uno sviluppo assolutamente macabri e pessimisti, il film non vuole credere al grigiore, ma cerca di trovarci una luce.
Pulse è un film di fantasmi e di vivi che hanno paura di rimanere soli. Non è un semplice thriller, ed è per questo che si parla di uno dei pilastri del j-horror: perché ha una regia d’avanguardia e una malinconia senza pari.


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